Shiatsu bambini 3Una delle esperienze più significative ed importanti nella mia carriera di Operatore Shiatsu è stata per me quella al Reparto di Neonatologia dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri (TO) con i neonati lungodegenti (prematuri o con patologie gravi) ricoverati presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Vorrei qui condividere alcuni insegnamenti che ne ho tratto con l’augurio che possano essere utili a tutti i genitori, a chi lavora con i bambini ed ai colleghi dello Shiatsu e delle altre Discipline Bio Naturali.

Grazie allo sviluppo della tecnica medica, negli ultimi anni, la speranza di vita e di sviluppo nella norma per i neonati pre-termine (prematuri) è cresciuta esponenzialmente, tuttavia, durante la loro permanenza in ospedale, che può durare anche diversi mesi (fino a quando non acquisiscono le competenze fisiologiche di base), sono pesantemente medicalizzati e sottoposti, assieme alla loro famiglia, ad una ovvia e continua situazione di stress.
L’intervento con lo Shiatsu ha lo scopo di promuovere il benessere del bambino e dei suoi famigliari (ma anche quello del personale del reparto…) e di accelerare lo sviluppo delle sue competenze, rendendo più rapida l’acquisizione dell’autonomia respiratoria e delle altre sue capacità di crescita, contribuendo quindi a ridurre il tempo di permanenza in ospedale. In queste condizioni lo Shiatsu esprime al meglio le sue caratteristiche di disciplina volta a favorire lo sviluppo ed il pieno utilizzo delle risorse e dell’energia vitale della persona.

I bambini si accorgono della qualità del tocco e della qualità della presenza di chi sta loro intorno. Più sono piccoli, più sono sensibili: con i neonati prematuri nelle incubatrici è sufficiente avvicinarsi e guardarli per accorgersi dell’immediata variazione dei parametri vitali rappresentati sui monitor che circondano la postazione. Il bambino reagisce alla semplice presenza di una persona, si agita, i ritmi cardiaci e respiratori schizzano improvvisamente verso l’alto e diventano irregolari. Solo dopo un po’, se si rimane quieti, aperti e rispettosi, anche lui si acquieta ed i parametri vitali poco per volta si regolarizzano e divengono più armonici.
Come possiamo facilmente immaginare, il contatto fisico, anche se leggero, ha un impatto ancora più forte. Persino le semplici cure quotidiane come l’igiene ed il cambio del pannolino possono essere estremamente stressanti per il neonato se sono dure e frettolose e se non vengono effettuate con delicatezza, amore e rispetto. A maggior ragione lo possono essere le terapie, in particolare quando causano, inevitabilmente, dolore.
Per tutti coloro che “manipolano” il bambino è fondamentale prestare grande attenzione alla qualità del proprio tocco e, più in generale, del proprio approccio e del proprio atteggiamento nei confronti del neonato.
Nella tradizione giapponese di distinguono due tipi di mano: “amate” e “karate”, “dolce” e “amara”. Entrambe sono necessarie: la mano che deve fare una puntura deve essere “karate”, professionale, tecnica, decisa, rapida, efficace e precisa, ma non fredda, frettolosa, dura o insensibile, la mano che vuole accarezzare deve essere “amate”, dolce, calda, rassicurante, morbida, amorevole ed avvolgente, ma non molle, falsa, debole o assente.
Ognuno di noi ha una mano, e quindi un tocco, che esprime la sua personalità. Lo percepiamo inconsciamente ad ogni semplice contatto fisico, come può essere, ad esempio, una comune stretta di mano. Tutti noi abbiamo vissuto l’esperienza sconfortante di stringere una mano viscida e molle, oppure quella dolorosa di vedersi le stritolare le dita come in una morsa .
Il contatto con un neonato deve sempre (sempre) essere dolce, “amate”.
Shiatsu bimbiEcco le sue caratteristiche principali del contatto fisico così come sono “scolpite” nel dna dell’Operatore Shiatsu:

  • ascolto
  • attenzione
  • presenza
  • sostegno
  • avvolgimento
  • contenimento
  • sicurezza
  • calore
  • dolcezza
  • amorevolezza

Quella dell’Operatore Shiatsu è forse l’unica figura professionale dove la profonda attenzione alle modalità di contatto fisico abbia una parte così importante sia nell’addestramento, che nella ricerca, che nella pratica quotidiana. Si impara ad andare in profondità, ma senza fare male. Queste conoscenze possono essere di grande aiuto a tutti coloro che esercitano professioni sanitarie, sociali o assistenziali a stretto contatto fisico con le persone per migliorare l’attitudine alla comunicazione non verbale.

Anche quando si è costretti, per necessità, ad utilizzare la mano “karate”, amara, ad esempio per fare una puntura, ricordiamoci sempre che abbiamo due mani per cui, nel limite del possibile, mentre una mano esercita il suo necessario compito tecnico, l’altra, invece di rimanere inutilizzata, può portare sostegno e conforto.

Lo Shiatsu si basa sulla pressione, per cui molti, giustamente, si chiedono se questa tecnica possa essere effettivamente adatta a creature così fragili come i neonati, a maggior ragione se prematuri. Pensiamo, ad esempio, che nei neonati la scatola cranica è così plastica che, se rimangono a lungo appoggiati da un lato, la testa tende visibilmente ad appiattirsi da quella parte. Nei neonati prematuri questa tendenza è ancora più accentuata per cui di routine vengono regolarmente cambiati di posizione e sistemati con appositi cuscini.

Le pressioni esercitate nello Shiatsu sono sempre progressive e calibrate in base alle caratteristiche, alle possibilità ed alle necessità della persona che lo riceve e del singolo punto su cui vengono applicate. Un operatore Shiatsu esperto ha la mano esercitata e sensibile ed è in grado sia di calibrare perfettamente e progressivamente ogni singola pressione esercitata che di recepire immediatamente al tatto la reazione della persona e della zona che viene sollecitata.
La persona più piccola ha cui abbia mai effettuato un trattamento Shiatsu è stato Matteo, un grande prematuro (più sono piccoli, più vengono definiti “grandi”…), che all’epoca pesava mezzo chilo ed era così piccolo che riuscivo quasi a tenerlo in una sola mano, come se fosse un gattino.
Con i neonati, ma, più in generale, con tutte le persone fragili ed estremamente sensibili, le pressioni esercitate sono nell’ordine di pochi grammi di peso e superano appena impercettibilmente la soglia del puro contatto.
Personalmente utilizzo molto la tecnica della “pressione inversa” che consiste nel farsi premere invece di premere. Molto semplicemente adotto delle prese molto avvolgenti grazie a cui, abbracciando o sostenendo il bambino in modo appropriato fra le mie mani, lascio che sia lui a pesare, e quindi a premere in modo statico, su di me.
A volte i neonati prematuri sono così piccoli che riesco a trattare completamente tutto un meridiano energetico semplicemente appoggiando il mio dito di piatto.
Ho dovuto naturalmente studiare ed adottare numerose tecniche specifiche di approccio e di trattamento sia per poter operare nelle incubatrici che per soddisfare le necessità dei neonati in generale e dei prematuri in particolare.
Le funzioni vitali di base del neonato pre-maturo: respirare, comunicare, nutrirsi e fare la cacca, non sono appunto mature, per cui bisogna aiutarlo ad acquisire queste competenze promuovendone lo sviluppo naturale e fisiologico e lo scopo principale dello Shiatsu è proprio quello di favorire globalmente la vitalità dell’essere umano in qualsiasi fase della sua esistenza.
Nel decorso tipico della sua degenza in ospedale un neonato pre-termine giunge al punto di acquisire queste competenze all’incirca nel periodo in cui avrebbe dovuto avvenire la sua nascita a termine. Seguendolo nel corso del tempo si ha la soddisfazione di vederlo crescere e migliorare giorno per giorno. Altre esperienze che ho avuto con persone in condizioni limite dell’esistenza umana, come con anziani disabili con malattie degenerative, sono molto più difficili da vivere perché c’è un sollievo psico-fisico temporaneo, c’è una grande opportunità di evoluzione spirituale, ma nessuna reale speranza di guarigione fisica e, naturalmente, nessuna illusione di poter evitare l’ineluttabile.

Shiatsu bambiniI genitori si sentono spesso spiazzati, in particolare nei confronti del primo figlio, a causa della loro inesperienza, ed, a maggior ragione, se è prematuro e quindi estremamente fragile. Fino a non molto tempo fa era addirittura loro impedito persino di prendere in braccio il bambino durante il periodo in cui era rinchiuso nell’incubatrice. Ciò non faceva altro che acuire ulteriormente il forte senso di inadeguatezza psicologica e pratica che spesso colpisce i genitori dei neonati prematuri.
Fortunatamente negli ultimi anni ha prevalso il buon senso e si è sempre più diffusa la “marsupio-terapia”, che altro non è che l’antica saggezza che non aveva bisogno di troppe spiegazioni per comprendere che quando il bambino viene tenuto in braccio e coccolato da mamma e papà cresce meglio, più sano, più bello e più contento.
Un famoso detto cinese recita: “se vuoi curare il figlio tratta la madre” (ed il padre, aggiungo io) in modo che possano prendersi cura di lui.
Le neo-madri ed i neo-padri hanno grande bisogno di ricevere regolarmente trattamenti Shiatsu per essere sostenuti in una fase della loro vita che può anche essere molto faticosa, difficile e stressante.
Ma lo Shiatsu si dimostra anche uno strumento molto utile per migliorare il contatto, il rapporto fisico e la comunicazione non verbale con il loro bambino. A tal fine ho elaborato ed insegno ai genitori di neonati e lattanti una sequenza di Shiatsu semplice, ma completa, che si può applicare anche nella culla o tenendo il bambino in braccio, per cui si può eseguire praticamente in qualsiasi situazione. Un grande vantaggio rispetto alle tecniche di massaggio classiche è che non c’è alcuna necessità di spogliare il bambino per cui non si corre il rischio che prenda freddo, inoltre non si usano né oli né creme per cui non si unge e non si sporca.

Vi sono poi alcune tecniche Shiatsu specifiche che tutti possono utilizzare per favorire le funzionalità fisiologiche del bambino. Le insegno abitualmente ai genitori con loro grande soddisfazione. Li4Come esempio vediamone una molto utile per stimolare l’intestino “pigro” che utilizza un importante punto energetico: il cosiddetto “punto dell’intestino” di cui ho trattato nell’articolo “Un punto al giorno… IC4”.
Con i neonati o i lattanti possiamo sollecitare il punto pizzicando delicatamente tra i nostri polpastrelli del pollice e dell’indice e massaggiando delicatamente la zona “cicciotta” della mano del bambino che si trova fra l’indice ed il pollice. Continuare per qualche minuto e poi ripetere sull’altra mano. Smettere immediatamente se il bambino piange, rifiuta o in qualsiasi modo dimostra disagio.

Lo Shiatsu può dunque essere un’importante risorsa a disposizione dei bambini, dei genitori e delle famiglie per vivere al meglio una delle fasi più importanti della propria vita.
Per i bambini: per crescere più tranquilli, più sani e più vitali e per sviluppare al meglio le proprie funzioni e capacità fisiologiche.
Per i genitori: per migliorare il contatto fisico e la comunicazione non verbale con i figli e per prendersi cura di se stessi per poterli curare meglio.

Valter Vico

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