occhio del ciclone 2Secondo la filosofia orientale l’ordine dell’universo è regolato dal “Principio Unico“, il Tao, che agisce in ogni fenomeno del mondo relativo, quello che noi percepiamo, attraverso il continuo alternarsi dello Yin e dello Yang.

I principi e le leggi che governano l’azione di Yin e Yang sono stati magistralmente riassunti da Georges Ohsawa (Nyoiti Sakurazawa), fondatore della Macrobiotica,

  • nei 7 Principi dell’Infinito Universo e
  • nelle 12 Leggi del Mutamento dell’Infinito Universo.

I SETTE PRINCIPI DELL’INFINITO UNIVERSO

  1. Ogni cosa è una differenziazione dell’Unico Infinito.
  2. Ogni cosa si modifica.
  3. Tutti gli antagonisti sono complementari.
  4. Nessuna cosa è identica ad un’altra.
  5. Ciò che ha un diritto (un lato visibile) ha un rovescio (un lato invisibile).
  6. Maggiore è il diritto, maggiore è il rovescio.
  7. Ciò che ha un principio ha una fine.

LE DODICI LEGGI DEL MUTAMENTO DELL’INFINITO UNIVERSO

  1. Modificandosi continuamente, l’Unico Infinito si manifesta sotto forma di tendenze antagonistiche e complementari, sotto forma di Yin e Yang.
  2. L’eterno movimento dell’Unico Infinito Universo manifesta Yin e Yang.
  3. Yin rappresenta la forza centrifuga; Yang rappresenta la forza centripeta. Insieme, Yin e Yang producono l’energia e tutti i fenomeni.
  4. Yin attira Yang, Yang attira Yin.
  5. Yin respinge Yin, Yang respinge Yang.
  6. Yin e Yang combinati in proporzioni diverse producono fenomeni diversi. L’attrazione e la repulsione tra i fenomeni sono proporzionali al diverso rapporto di Yin e Yang.
  7. Tutti i fenomeni sono effimeri perché cambia in continuazione la proporzione tra le forze Yin e Yang che li producono; Yin si trasforma in Yang e Yang si trasforma in Yin.
  8. Nulla è soltanto Yin o soltanto Yang. Tutto è costituito da entrambe le tendenze, presenti in vario grado.
  9. Nulla è neutro. In ogni fenomeno esiste un eccesso di Yin o un eccesso di Yang.
  10. Il grande Yin attira il piccolo Yin. Il grande Yang attira il piccolo Yang.
  11. L’estremo Yin produce Yang, l’estremo Yang produce Yin.
  12. Tutte le manifestazioni fisiche sono Yang nel loro centro e Yin alla superficie.

(NOTA: relativamente ai punti 3 e 12, va sottolineato che alcune attribuzioni standard delle manifestazioni di Yin e Yang, quali centro-periferia e forza centrifuga-centripeta, nell’interpretazione macrobiotica, differiscono dall’impostazione classica cinese)

YIN E YANG

All’interno dell’oceano dell’Infinito, correnti in continuo movimento scorrono in tutte le direzioni. Quando e dove queste correnti si intersecano, l’Uno Infinito si differenzia in due forze opposte: contrazione ed espansione.

La forza di contrazione viene denominata Yang, la forza di espansione Yin.

Yin e Yang sono i due poli dell’Uno Infinito.

Dall’interazione di queste due forze in diverse proporzioni, nascono tutti i fenomeni relativi.

Fra questi due poli esistono tutti i fenomeni relativi, e da queste due forze tutti i fenomeni relativi sono governati.

Tutto cambia continuamente: la vita di tutti i fenomeni consiste nel continuo movimento dall’estremità di un polo a quella dell’altro, in cicli senza fine.

Si può avvertire questo ritmo nella vita di tutti i giorni: l’unicità della respirazione comprende l’inspirazione seguita dall’espirazione. Il giorno si muove dalla luce estrema del giorno all’estremo buio della notte. Le stagioni dell’anno passano dal massimo calore dell’estate al massimo freddo dell’inverno.

Come onde, il movimento è sempre seguito dal riposo, la conversazione si alterna con il silenzio. L’amore si trasforma in odio, la guerra in pace, il successo segue il fallimento, la tristezza si trasforma in felicità, la povertà in ricchezza, la malattia in salute e così via, in cicli senza fine.

Così l’unicità di una qualsiasi entità è compresa fra due forze che sono antagoniste, ma complementari.
Nessuna cosa può esistere senza il suo opposto, ogni cosa è definita dal suo opposto, e cerca il suo opposto per essere completa.

Da un punto di vista metafisico, il Cielo, il principio creativo, è Yang, ed è simboleggiato dall’uomo.
La Terra, il principio ricettivo, è Yin, ed è simboleggiato dalla donna.

Dal punto di vista fisico, il Cielo rappresenta l’espansione infinita Yin, mentre la materia finita, Yang, compone la Terra.

Nell’uomo e nella donna, il Cielo simboleggia il mondo invisibile della coscienza o mente.

La Terra rappresenta il mondo fisico, pratico: il corpo con i suoi sensi e le sue emozioni.

La forza del Cielo è centripeta: muove dalla periferia verso il centro, va verso il basso, verso l’interno, contrae, raccoglie, condensa e materializza.
Così la forza del cielo è Yang e crea oggetti e tendenze Yang.

La forza della Terra è centrifuga: dal centro alla periferia, verso l’esterno e verso l’alto, si espande, sale, si disperde, separa, differenzia e decompone.
La forza della terra è Yin e crea oggetti e tendenze Yin.

Possiamo classificare le diverse qualità di ogni oggetto secondo lo Yin e lo Yang.
Il sopra è Yin, il sotto è Yang; la periferia è Yin, il centro è Yang; l’esterno è Yin, l’interno è Yang.

Quindi un oggetto di forma più larga all’apice superiore è più Yin di un oggetto di forma più larga alla base. Per questo motivo spesso vediamo i simboli usati per indicare rispettivamente lo Yang “Δ” e lo Yin “∇”.

Le vibrazioni che hanno una lunghezza d’onda più corta e una frequenza più alta sono più yin di quelle a lunghezza d’onda più lunga e frequenza più bassa.
Poiché la vibrazione del colore violetto ha una lunghezza d’onda più corta e una frequenza più alta del rosso, possiamo dire che il viola è più Yin e il rosso è più Yang.
Poiché l’acqua tende a far espandere le cose, più alto è il contenuto di liquido in un oggetto, più questo oggetto è Yin; più è asciutto, più è Yang.

Possiamo classificare le cose come Yin e Yang solo in modo relativo.
Non ci sono assoluti. Categorizzare nello Yin e nello Yang implica una tendenza di massima, oppure la maggiore delle due forze.
La definizione più giusta sarebbe “più Yin” o “più Yang”.

Per classificare un fenomeno, dobbiamo considerare diverse variabili. La qualità predominante determina la categoria in cui classifichiamo quel fenomeno.

Yin e YangIl principio del Monismo Dualistico è simboleggiato nella filosofia cinese dal Tao (Tai Ji Tu).
Il cerchio rappresenta l’Uno Infinito, e le due metà rappresentano lo Yin e lo Yang. I due cerchi piccoli ci dimostrano che nulla è completamente yin o completamente yang. C’è sempre un po’ di Yin nello Yang e viceversa. La linea centrale viene visualizzata in movimento perpetuo, con lo Yin che diventa Yang e viceversa.

Per concludere: lo Yin e lo Yang sono due forze:

  • uguali
  • opposte
  • complementari
  • non esistono l’una senza l’altra

KI (ENERGIA VITALE)

L’interazione di Yin e Yang dà origine al mondo delle vibrazioni o energia elettromagnetica. Questa energia viene chiamata:

  • KI in giapponese
  • QI (CHI) in cinese.

Il Ki è la forza vitale universale. I termini coscienza, spirito o semplicemente energia, portano tutti alla nozione del Ki. Possiamo distinguere due tipi di Ki:

  1. Ki universale o primario = Coscienza Universale
  2. Le manifestazioni del Ki primario = tutti i fenomeni del mondo relativo.

Si possono inoltre classificare tutti i fenomeni relativi in due gruppi fondamentali: quelli che possiedono un Ki più Yin e quelli che possiedono un Ki più Yang.
Il Ki Yin rappresenta il Ki nel suo stato più invisibile che noi denominiamo spirito o energia.
Il Ki Yang rappresenta le forme di Ki più condensate o materializzate che noi chiamiamo materia.

Essi sono essenzialmente una sola cosa: il Ki Yin potrebbe essere considerato come materia spiritualizzata, il Ki Yang come spirito o energia materializzata.
Nella filosofia orientale come si vede non c’è la netta distinzione tra energia e materia, che è invece presente nella nostra cultura.

Uno dei principi base della medicina orientale è che in ogni individuo è innata la capacità di autoguarigione, un potere che emerge dal fluire equilibrato dell’energia Ki del corpo in armonia con il movimento del Ki universale.
Per contro la malattia sopravviene quando questo flusso di energia Ki diventa “difettoso”.  Ad esempio il Ki può accelerare, rallentare, indebolirsi o ristagnare.

Il nostro essere consiste di due corpi in uno: il nostro corpo bioplasmatico invisibile che ci collega con il mondo dello spirito, e il nostro sé fisico o protoplasmatico, che deriva ed è nutrito dal nostro corpo bioplasmatico.
Il nostro principale collegamento con il Ki universale è un canale spirituale che scorre verticalmente attraverso il centro del corpo.
Lungo questo canale sono situati sette centri principali dove l’energia Ki si accumula e viene trasformata: i chakra.
Dai chakra, i meridiani portano l’energia Ki ai vari organi interni.
I meridiani di energia Ki collegano ogni organo interno con la periferia del corpo, passando attraverso gli strati superficiali della pelle.
I meridiani di ciascun organo interno si collegano in questi strati superficiali e formano due circuiti, uno per ogni lato del corpo. Il Ki scorre lungo questi circuiti in cicli senza fine, in armonia con il flusso del Ki Universale.
Lungo ciascun meridiano dei piccoli “buchi” (gli Tsubo) permettono al Ki di entrare o uscire dal corpo.
Da ciascun meridiano principale, una moltitudine di ramificazioni va a nutrire di Ki ogni cellula del corpo.
Il flusso di energia lungo i meridiani consiste essenzialmente di Ki Universale.
Il cibo che mangiamo, l’aria che respiriamo, il nostro stato emotivo e le influenze dell’ambiente esterno portano con sé diverse varietà di energia che possono influenzare il fluire del Ki dei meridiani.
Residui di eccessi e cibo inappropriato possono raccogliersi sotto gli strati superficiali della pelle come depositi grassi, che bloccano lo scambio di Ki attraverso gli Tsubo.

Poiché viviamo in un mondo relativo dinamico, il flusso di Ki non mantiene mai un equilibrio statico. Lo Yin è sempre più grande dello Yang o viceversa.
Quando osserviamo la natura, notiamo che un movimento estremo in una direzione genera sempre un movimento verso un estremo uguale e opposto.
La natura tende sempre all’equilibrio e all’armonia.
Questo principio, espressione dell’ordine dell’universo, può essere applicato per ottenere la salute ottimale riducendo gli estremi riscontrati nel fluire del Ki lungo i meridiani.
Nello stato di salute sperimentiamo il nostro essere come unità. Questa unità non viene di solito avvertita finche non la si perde.
Quando mangiamo qualcosa di sgradevole, sentiamo disagio nella regione dello stomaco. Quando abbiamo mal di denti la nostra attenzione si focalizza sul dente dolorante finché il dolore passa. Quando perdiamo l’amore lo “sentiamo” nel nostro cuore.
In questi esempi vediamo che il Ki si è focalizzato in una certa zona e la nostra mente è stata attirata ed è rimasta in quella zona finché non si ristabilizza una condizione di armonia.
La mente è infinitamente più grande del corpo, ma la mente non può muoversi con libertà se mente e corpo non lavorano in armonia.
Poiché, secondo la medicina classica cinese, il funzionamento degli organi interni influisce sia sul nostro fisico che sulla nostra psiche, situazioni difficili come quelle indicate più sopra causano distorsioni del funzionamento degli organi interni. Queste perturbazioni si rifletteranno a loro volta sul fluire del Ki lungo i meridiani.
Ci sono molti modi per riportare l’equilibrio. Lo Shiatsu può essere di grande aiuto. Una dieta equilibrata è fondamentale. Possono essere necessari anche cambiamenti radicali nello stile di vita, compreso l’ambiente in cui si vive e lavora o, a volte, si può delineare il bisogno di assistenza psicologica o sostegno emozionale.