IL CORPO E’ IL RIFLESSO FISICO DI UNO STATO PSICOLOGICO

Il Maestro MasunagaPoiché i meridiani percorrono la superficie del corpo, si può essere tentati di pensare che appartengano alla sfera fisica.
Ma quando impariamo che ai meridiani sono collegati aspetti sia fisici che mentali, ci rendiamo conto che i meridiani sono indissolubilmente legati alla vita dell’universo.
Dalla comprensione del fatto che il corpo umano è una miniatura dell’universo è nata nella filosofia orientale la consapevolezza che la parte è uguale al tutto.
Le disarmonie del Ki, la forza vitale dell’universo e quindi di mente e corpo, si manifestano nei meridiani come Kyo e Jitsu.
Il modello Kyo-Jitsu è essenziale per la vita, esattamente come il modello Yin-Yang.
Il Kyo è una carenza, un desiderio. Nel corpo si crea il desiderio di ciò che manca. Il Jitsu è la concentrazione di energia necessaria per compiere l’azione che appaga il desiderio.
Tutte le funzioni vitali vengono eseguite dal modello Kyo/Jitsu.
Dopo che avvenuta l’azione è naturale che il corpo ritorni ad uno stato di quiete. Ma l’essere umano, che non si soddisfa facilmente, continua a pensare all’azione anche quando essa è stata compiuta.
I disordini nel modello Kyo/Jitsu nascono perché l’azione occupa la nostra mente anche quando non la si sta eseguendo.
Se un desiderio (Kyo) non è appagato dopo che l’azione per appagarlo è stata eseguita, si instaura un disordine nel ki che crea un irrigidimento (Jitsu).
In questi casi trattare il Jitsu non dà risultati duraturi. Ci può essere un miglioramento immediato, ma poi il Jitsu si riforma e manifesterà sintomi ancora più forti di prima. Il motivo è che questo Jitsu si formato dalla concentrazione di energia necessaria ad appagare il desiderio iniziale.
Quando il disordine Kyo/Jitsu si instaura e va in profondità, i sintomi che si manifestano possono essere i più svariati.
Per contro, quando il disordine si risolve e il modello Kyo/Jitsu cambia, la persona è in salute.

Il Kyo e il Jitsu non esistono solo nell’hara, ma sono costantemente espressi nel corpo intero. Ogni parte del corpo può essere prevalentemente Kyo o Jitsu, ogni meridiano può avere una particolare condizione Kyo o Jitsu e ogni meridiano può avere zone Kyo o Jitsu nel suo percorso.
Come lo Yin e lo Yang, il Kyo e il Jitsu sono condizioni inseparabili e interdipendenti.

Sebbene i sintomi possano essere causati sia dal Kyo che dal Jitsu, i sintomi Jitsu hanno spesso una qualità yang di urgenza, a causa del maggiore investimento di energia.
Molti stili tradizionali di Shiatsu sono improntati al trattamento di questi sintomi urgenti. Ma come abbiamo visto in questo modo i risultati non sono duraturi.
Nello Zen Shiatsu invece si cerca di soddisfare il Kyo prima di disperdere il Jitsu. Il Jitsu va comunque trattato, ma il fulcro del trattamento deve essere il lavoro sul Kyo.

Una valutazione energetica in termini di Kyo/Jitsu non implica necessariamente malattia.
Può essere correlata all’umore di un’ora, alla reazione ad una situazione che dura un mese o giù di lì, ad una caratteristica della personalità che si instaurata nell’infanzia, accompagnata da pochi sintomi, oppure a qualsiasi stadio della malattia fisica.
Accade spesso che la valutazione energetica non abbia alcuna rilevanza nell’interpretazione dei sintomi fisici. In questi casi si può interpretare la diagnosi come un modello che si è sovrapposto recentemente a livello emotivo, eclissando il modello comportamentale di lunga data che originariamente aveva portato ai sintomi fisici.
Quando si fa diagnosi dell’hara è importante considerare la durata di tale diagnosi. Più la persona è in buone condizioni, più la diagnosi del suo hara è variabile, poiché la natura del Ki è di muoversi e cambiare.
Più a lungo il ricevente manifesta un modello fisso di Kyo/Jitsu, più facilmente svilupperà problemi e sintomi di disarmonia.
C’è solo un caso in cui la diagnosi dell’hara può essere sbagliata: quando il meridiano più Kyo e quello più Jitsu sono quelli che costituiscono una coppia (es. Polmone e Intestino Crasso).
Le coppie di elementi lavorano insieme, quindi se Polmone è il meridiano più Kyo, Intestino Crasso sarà anche Kyo, anche se con una intensità diversa.

SOSTEGNO E PROIEZIONE (HO-SHA)

In genere l’essere umano ha la tendenza ad esaltare i punti forti, dimenticando i punti deboli. Ma poiché tutti i meridiani sono interconnessi, forza e debolezza sono collegate.
Se si mantiene questa condizione, l’intero organismo va verso la decadenza, come una catena la cui resistenza è pari alla resistenza del suo anello più debole.
Nello Zen Shiatsu, invece di spendere energia per esaltare un punto forte, ci dedichiamo di più a rinforzare i punti deboli, riequilibrando così l’intero organismo.

HO = Sostegno
SHA = Proiezione

La pressione HO viene esercitata dalla mano che sostiene il corpo del ricevente (mano madre) e la pressione SHA dalla mano (gomito o ginocchio) che fornisce la pressione.
Ogni applicazione della pressione shiatsu coinvolge sia tecniche HO che tecniche SHA (ad es. quando si preme col pollice, le quattro dita fanno il lavoro HO e il pollice quello SHA).
Si ha l’integrazione delle tecniche Ho e Sha quando le mani Ho e Sha forniscono lo stessa grado di pressione. Quando si applica una pressione mantenuta e costante, ad esempio, le due mani devono essere sentite come una sola; il ricevente cioè non deve essere consapevole dello spazio fra le due mani che applicano la pressione.
In un normale stato di consapevolezza, poiché i sensi discriminatori percepiscono chiaramente le distinzioni, il contatto delle due mani non viene sentito come uno solo. Ma l’integrazione delle tecniche Ho-sha smorza la discriminazione dei sensi ed accresce uno stato di coscienza in cui non c’è separazione fra soggetto e oggetto. In queste condizioni non solo il paziente sente le due mani come una sola, ma è anche possibile che vengano eliminate le distinzioni fra paziente e operatore, creando un senso di unità.

In termini di yin e yang, la mano Ho è yin e la mano Sha è yang.
La tecnica Ho è qualcosa di più che il sostegno per lo Sha: è un sostegno per l’intero corpo del paziente e si può descrivere come il canale attraverso il quale l’operatore percepisce la risposta del paziente alla pressione.
Quando si applica la pressione attraverso l’integrazione della tecnica Ho-Sha, il corpo dell’operatore è unito a quello del ricevente e lo shiatsu non è un atto consapevole di pressione con l’uso della forza fisica, bensì un’azione inconscia che porta alla guarigione attraverso l’uso del Ki.
In questo modo è possibile esercitare il tipo di shiatsu che crea cambiamenti nel corpo del paziente ad ogni applicazione della pressione.
L’esperienza dell’integrazione Ho/Sha è paragonabile a quella dell’integrazione di Yin e Yang come viene intesa nella filosofia orientale. E’ la sensazione del mondo del Ki all’origine dell’esistenza, che supera ogni antagonismo o contraddizione.

DEFICIT ED ECCESSO (KYO-JITSU)

Il carattere cinese corrispondente alla parola Jitsu rappresenta una casa riempita al massimo. Nella medicina tradizionale ciò denota una condizione Yang di pienezza. E’ facile capire come il movimento possa diventare difficile in una casa piena.

Le condizioni Jitsu vengono sempre trattate con una tecnica “Sha”. Gli Sha, o metodi di sedazione, servono a “disperdere” o trasferire l’energia da una zona all’altra.

Il modo più efficace per disperdere dal Jitsu l’energia in eccesso è quello di modificare l’equilibrio del Ki trattando il Kyo.

Il Kyo, in contrapposizione al Jitsu, è una zona in cui l’energia è carente, e la limitazione del movimento è scarsa o nulla. Il carattere cinese corrispondente alla parola Kyo rappresenta un tumulo vuoto nel centro. Kyo, o vuoto, è qualcosa che non è molto evidente e quindi difficile da trovare. La qualità di “vuoto” del Kyo non implica il fatto che in quel punto non ci sia nulla, ma piuttosto che è difficile da afferrare, perché è arduo vederlo o toccarlo.

Il Kyo viene considerato come la controparte Yin del Jitsu, che è invece una condizione Yang. L’aspetto Yin include tutto ciò che non si manifesta come Yang.

Il Kyo può quindi essere considerato come la controforza che fa emergere il Jitsu. Lo scopo primario della medicina orientale è di fornire un trattamento Ho (in cinese Bu) alle condizioni Kyo. Nelle tecniche Ho si raccoglie o si attira l’energia Ki laddove essa è carente. Attirare energia verso il Kyo (tonificare) è il modo più efficace per modificare l’equilibrio energetico e alleviare la condizione Jitsu. Qui sta la meraviglia e il mistero dell’efficacia della medicina tradizionale cinese.

Il principio base della medicina orientale è che “la carenza di Ki è Kyo e l’eccesso di Ki è Jitsu”. Sia il Kyo che il Jitsu sono un risultato della dinamica del Ki all’interno del corpo.

Le categorie di Kyo e Jitsu vengono anche usate per descrivere la condizione generale di una persona.

Una condizione di debolezza e carenza di energia fisica viene considerata Kyo, mentre una condizione di forza e pienezza di energia viene considerata Jitsu. Poiché Jitsu significa abbondanza di energia, si tende in genere a considerarlo più desiderabile del Kyo. Essendo il Kyo una insufficienza di Ki, che ha estremo bisogno di essere reintegrata e il Jitsu una condizione di iperattività, che richiede quindi una sedazione, entrambe le condizioni possono essere considerate come una deviazione dall’equilibrio naturale.

Per le condizioni Kyo bisogna evitare forti stimolazioni e trattamenti radicali, ma di solito si possono trattare le condizioni Kyo senza grossi pericoli, purché vengano rispettate le più comuni regole di prudenza.

Invece le persone con condizioni Jitsu corrono maggiormente il pericolo di venire danneggiate da rimedi estremi, poiché tendono ad avere reazioni eccessive.

Kyo e Jitsu possono anche essere raffrontati nelle differenze di età. Le persone più giovani hanno la vitalità necessaria a superare la maggior parte dei problemi fisici, ma la loro condizione può modificarsi drasticamente. Così la loro condizione può a volte andare troppo oltre nella direzione sbagliata.

Alle persone anziane invece occorre più tempo per guarire da una malattia, ma la loro condizione normalmente rimane stabile. Una persona anziana che ha problemi di salute ha bisogno di metodi più tranquilli per ristabilire la propria riserva di energia. Nel caso di giovani invece gli interventi curativi possono essere più drastici, e tali trattamenti ottengono spesso buoni risultati. Ciò grazie al surplus di energia che permette loro di affrontare meglio trattamenti radicali o invasivi. Inoltre essi sono in grado di recuperare più velocemente.

In ogni caso Kyo e Jitsu non sono principi assoluti, bensì concetti relativi che non sono in sè né buoni né cattivi. Essi sono molto simili allo Yin e allo Yang, in quanto descrivono due tendenze opposte. La sola differenza sta nel fatto che Kyo e Jitsu descrivono la disponibilità, la condizione funzionale del Ki, o energia vitale.

Nella teoria dello stress del Dr. Hans Selye, questo stesso fenomeno – la distorsione del Ki nel processo vitale – viene descritto come resistenza contro i fattori che creano stress. La distorsione del Ki avviene in risposta allo stress come resistenza contro stimoli avversi, ma il significato particolare di Kyo e Jitsu sta nella distinzione fra l’accettazione passiva di uno stimolo avverso e la resistenza attiva ad esso.

Kyo e Jitsu sono concetti che riescono a catturare la reazione, o la distorsione del Ki, sia nel suo aspetto positivo che in quello negativo, per descrivere in modo più accurato la condizione degli organismi viventi.

Un esempio molto semplice di ciò è la stanchezza. Immaginiamo di essere stanchi alla fine di una giornata di duro lavoro. La reazione fisica evidente è la stanchezza che noi possiamo sentire. L’altra reazione è che la stanchezza ci fa dormire bene la notte in modo da recuperare la nostra vitalità.

Una zona Jitsu del corpo è più visibile e più facile da trovare perché è tesa e resiste a qualunque forza le venga applicata. Così la sensazione al tocco è di durezza e rigidità. La persona toccata spesso ha l’esperienza del dolore e del disagio. Per contro una zona Kyo è carente di energia. Questa carenza di Ki non è chiara ed evidente, e ciò rende la zona Kyo difficile da individuare. E’ difficile localizzare qualcosa che “manca” con una breve indagine, ma questo qualcosa diventa evidente se si cerca dappertutto e ci si accorge che manca.

Distorsioni o squilibri nel Ki comprendono entrambi gli aspetti Kyo e Jitsu e mentre il Jitsu che è pieno e traboccante di energia è più evidente, in effetti è il Kyo che dà al Jitsu la sua energia. Quando una caratteristica Jitsu si manifesta, questo è il segno che da qualche altra parte ci deve essere l’aspetto Kyo. Le persone che hanno un aspetto baldanzoso spesso nascondono delle debolezze. In giapponese la parola “kyosei” (forza vuota) significa bluff o falsa dimostrazione di coraggio. Se una persona è veramente forte in genere evita di sfoggiare la propria forza.

Il nostro stomaco è un buon esempio della dinamica del Kyo. Quando lo stomaco è vuoto le mani e la bocca entrano in azione per riempirlo. Quando lo stomaco si riempie le mani e la bocca interrompono la loro attività e si riposano. Se una persona vuole ancora mangiare anche quando lo stomaco è già pieno, significa che c’è da qualche parte una carenza che deve ancora essere soddisfatta.

Se il Jitsu (tensione) è resistenza alle forze che portano il corpo fuori equilibrio, è anche energia che lavora per ristabilire uno stato di salute equilibrato. Quindi gli squilibri possono anche essere considerati come una forza per riportate armonia ed equilibrio. Imparando ad identificare Kyo e Jitsu, si trova la chiave per ritrovare l’armonia. Solo se diventerete pienamente consapevoli dei vari squilibri o distorsioni nel vostro corpo, sarete in grado di correggerli. Quando avrete riconosciuto uno squilibrio, il modo più semplice per riportare l’equilibrio di energia è quello di reintegrare il Ki carente nella zona Kyo.

Il Jitsu, o la condizione evidente, esiste per indicare la presenza del Kyo. Bisogna fare qualcosa al Kyo prima che il Jitsu possa essere mitigato. Poiché il Jitsu, o il problema evidente, esiste per manifestare la presenza del Kyo, concentrarsi sul Jitsu per modificare la situazione significa impedire al Jitsu di fare il suo lavoro; di conseguenza la resistenza aumenta e il sintomo si aggrava.

Il principio primario del trattamento nella medicina orientale è il Kyo Jitsu – Ho Sha, cioè rinforzare il Kyo e disperdere il Jitsu.

[tratto da “Zen Imagery Exercises” di Shizuto Masunaga – Ed. Japan Publications]

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