Leggi l’articolo pubblicato sul numero del 30/1/2008 del settimanale “Il Mercoledì” di Moncalieri.

Shiatsu è la madre che abbraccia il suo bambino”: è la celebre definizione di Shitsuto Masunaga, uno dei più importanti maestri di questa disciplina che, nel modo poetico ed evocativo tipico degli orientali, esprime le caratteristiche fondamentali della tecnica, dell’approccio e della filosofia dello Shiatsu.

Shiatsu, in Giapponese, significa “dito” (shi) “pressione” (atsu) e quindi: “pressione esercitata con le dita”. Questa è la particolarità che distingue lo Shiatsu da ogni altra tecnica di lavoro sul corpo.

E’ importante sottolineare che la pressione è progressiva, rispettosa e calibrata in ogni punto su cui viene esercitata in base alle esigenze specifiche della persona che riceve il trattamento, in tal modo non solo non genera dolore, ma, al contrario, lo attenua, rilassa e riattiva il flusso vitale della persona.

Premere rappresenta un gesto spontaneo che ognuno di noi compie istintivamente toccando e stringendo con la mano una zona dolente. La pressione richiama esperienze primordiali come l’abbraccio ricevuto nell’infanzia o, ancora prima, la pressione costante a cui siamo sottoposti nell’ambiente liquido ed ovattato del ventre materno.

L’Operatore Shiatsu applica le pressioni statiche modulandole in base alle caratteristiche tipiche di ogni singolo punto e di ogni persona e segue percorsi che corrispondono ai “meridiani” codificati dall’antica sapienza orientale stimolandone in modo specifico e mirato le risorse vitali e riequilibrandone l’espressione a livello fisico, psicologico ed emotivo.

Nell’addestramento dell’Operatore Shiatsu, oltre all’aspetto tecnico/teorico, rivestono particolare importanza lo sviluppo della sensibilità al contatto, dell’empatia, della presenza, dell’ascolto e della comunicazione non verbale.

Queste caratteristiche “dolci”, ma profonde rendono lo Shiatsu una pratica particolarmente adatta ad essere applicata con le persone in difficoltà, come dimostrano le ormai numerosissime esperienze maturate nei più vari contesti, dai neonati agli anziani, dai disabili ai tossicodipendenti, dalle carceri agli ospedali.

L’esperienza di Moncalieri, che coinvolge un gruppo di Operatori Shiatsu certificati dalla Federazione Italiana Shiatsu (www.fis.it), aderenti al Covao (Coordinamento Volontari Assistenza Ospedaliera, Piazza Stazione 5, Moncalieri, telefono: 011-64.40.20), inizia, pionieristicamente, nel 2000 all’Ospedale S.Croce con il trattamento dei neonati prematuri ricoverati nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Nel 2003 l’attività si è estesa anche agli anziani che frequentano il centro di accoglienza Casa Vitrotti del Comune di Moncalieri e, nel 2005, agli anziani non autosufficienti ospiti della Residenza Latour.

Attualmente vengono svolti, complessivamente, 30 trattamenti la settimana nelle varie strutture, grazie all’impegno di 7 Operatori Shiatsu.

Grazie al Covao sono anche stati organizzati alcuni corsi introduttivi di Shiatsu indirizzati a volontari, operatori sociali e sanitari per incrementare la consapevolezza dell’importanza del contatto fisico e della comunicazione non verbale con le persone che soffrono.

Gli ospiti della Residenza Latour dimostrano di apprezzare lo Shiatsu e l’appuntamento per il trattamento è diventato un momento importante, irrinunciabile, della loro settimana. Si tratta spesso di persone afflitte da patologie rilevanti, ma trovano sollievo per i piccoli acciacchi e, soprattutto, sperimentano serenità, rilassamento ed una migliore accettazione di se stessi.

Per gli Operatori Shiatsu coinvolti è un’esperienza umana di grande ricchezza e profondità ed una testimonianza tangibile di come all’interno delle strutture sanitarie innovative ed attente ai bisogni del malato vi sia uno spazio per una collaborazione positiva con le Discipline Olistiche per la Salute ed il Benessere delle persone.

(vedi anche l’articolo Shiatsu e Volontariato)

Valter Vico (Coordinatore Gruppo Shiatsu, Covao)

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